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'Ratzinger? Vescovi e curia lo hanno lasciato solo'

Intervista ad Antonio Socci, il giornalista che anticipò l'ipotesi delle dimissioni del Papa nel settembre 2011
«Le dimissioni del Papa? Dispiaciuto, sì: la Chiesa perde un grande pontefice e un uomo dalla fede limpida e candida. Quanto allo stupore, che cosa le devo dire? Sono stato io il primo, il 25 settembre 2011, ad anticipare su Libero l’ipotesi di un suo addio che, come prevedibile, fu accolto con la solita levata di scudi dei vaticanisti e una mezza e strana smentita di padre Lombardi. Ma avevo ragione io». Antonio Socci non mostra stupore ma amarezza di fronte alla decisione di Benedetto XVI di abbandonare il pontificato.
 
«La curia e i vescovi lo hanno lasciato solo», spiega per cercare di inquadrare le ragioni di un gesto clamoroso e inusuale che ha spiazzato i fedeli e aperto interrogativi anche sul futuro della Chiesa. «Ha vissuto il pontificato in solitudine - aggiunge - penso che l'episcopato non lo abbia difeso abbastanza quando è finito sotto attacco il governo della Chiesa».
 
l'episcopato non lo abbia difeso abbastanza quando è finito sotto attacco il governo della Chiesa
Che cosa ha amareggiato di più Raztinger negli anni del suo pontificato?
 
So che ha vissuto lo scandalo dei preti pedofili con grande sofferenza, affrontando il problema con coraggio. Ma anche la vicenda Vatileaks ha lasciato degli strascichi: non solo per i fatti in sé svelati da quelle informative ma anche per il fatto che siano state rese pubbliche.
 
Eppure non c'è polemica nelle sue paole d'addio. 
 
Ha fatto tutto questo per amore della  Chiesa. In pratica Ratzinger si è reso conto che non era più in forze per affrontare gli enormi problemi che abbiamo di fronte, che sono legati sia alle battaglie intestine della Curia sia allo stato del mondo.
 
Dicono che abbia avuto un peso anche il discusso ruolo di Bertone.  
 
Non ne farei una questione personale ma certamente le sue dimissioni azzerano tutte le cariche interne alla curia
 
Il Papa ortodosso che compie un gesto eterodosso come quello delle dimissioni. Mentre Wojtyla...
 
Alt. Wojtyla ha interpretato la malattia, il suo calvario, come parte del suo magistero. Ratzinger ha ritenuto per amore della Chiesa che sia il momento di un pontefice più giovane in grado di affrontare i problemi. In entrambi i casi, benché diverse, si tratta di due interpretazioni corrette del magistero. Del resto, Ratzinger stesso aveva anticipato la sua riflessione sulle dimissioni nel libro-intervista con Peter Seewald (edito da Mondadori ndr) del 2010
 
Le dimissioni non desacralizzano la figura del pontefice? 
 
Questo lo dicono quelli che non conoscono le cose. È il ministero di Pietro che è sacro, non l'uomo. Lo sapevano bene gli uomini di chiesa anche nel medioevo, quando, dopo l'elezione, veniva bruciata davanti agli occhi del nuovo Papa un po' di stoppa e appariva la scritta sic transit gloria mundi.
 
Ratzinger si è dimesso anche per influire sulla scelta del nuovo pontefice? 
 
A tutto pensa, Ratinger, fuorché a intervenire nel prossimo conclave
 
Che Papa immagina in futuro? 
 
Chiunque fa previsioni in questo momento dice parole in libertà
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