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Dolcissimo e meraviglioso Papa Benedetto!

Autore: DANIELA VILLA
Grazie infinite per la tua splendida e toccante testimonianza umana, un autentico “dono” che ci rende partecipi e pronti a condividere quell’ultimo tratto del tuo cammino da pellegrino su questa terra, forse quello più difficile, perché sguarnito dell’antico vigore nel corpo e soprattutto nello spirito!
L’apostolo Paolo affermava: «Quando sono debole è allora che sono forte …» ed è per questo che il coraggio della tua scelta di “lasciare”, ma comunque di “restare” ai piedi di quella Croce, scandalo e delizia dell’Umanità, ti svela quale Tu sei veramente, come espressione unica e irripetibile della tua essenza semplicemente e straordinariamente umana: un anziano saggio Papa che merita, da parte del suo Popolo, un rapporto fatto di fiducia, Amore, rispetto e riverenza, per la tenera e delicata essenza che Ti contraddistingue.
 
Permettici di dirti quanto Ti sentiamo, oggi più che mai, vicino a quella schiera di uomini e donne di buona Volontà, desiderosi di amare, perché, con sofferenza, fatica e sacrificio, hanno guadagnato innanzitutto l’Amore di se stessi, la propria autostima, che prima o poi, sicuramente, se è già scritto da sempre nel libro della vita, ha trovato e troverà il suo valore di “senso” nell’Unione con Dio e con i Fratelli, i nostri “compagni di viaggio” per eccellenza, con i quali ricercare, in piena comunione d’intenti, il significato dell’esistenza della Chiesa, senza però annullarsi, senza diventare altro da noi, senza vivere drammaticamente in dipendenza dei nostri “cambiamenti” fisici, psichici, spirituali, che inevitabilmente l’età comporta!!!
Caro Papa, Tu ami la Chiesa e i tuoi sentimenti restano immutati, anzi, risultano migliorati e affinati dal “crogiuolo della prova”, accettata con serenità.
 
E quanto, ora, dalla tua assenza/presenza potrebbe scaturire di valido, di costruttivo e di positivo per tutti noi, poveri Cristiani in cammino, è intanto la riscoperta di aspetti e di qualità della Tua personalità e della Tua anima grande: in piena coscienza, caro Papa Benedetto, apprezziamo di Te, più che mai, ancora la guida e l’assunzione responsabile di gioie e dolori, che derivano dalla tua paternità, perché tappa irrinunciabile del tuo cammino vocazionale di Vicario di Cristo sulla terra, per sempre …
 
Del resto, caro Papa Benedetto, fin dall’inizio di quella sorprendente “avventura” sul soglio di Pietro, iniziata otto anni fa or sono, avventura che si chiama Amore, hai scelto di amare Dio e il suo Gregge in un’accettazione consapevole, che si basa sul rispetto della realtà, ossia di luci e di ombre, di verità aperte e nascoste, di fatti e di situazioni non sempre facili e risolvibili, proprio perché spesso negate, non adeguatamente affrontate e considerate irrazionalmente “non fatti”, non esistenti come tali, a incominciare dalle ferite vergognose della pedofilia, dello strapotere vaticano, del dialogo sofferto tra le diverse confessioni religiose … E altro, altro, altro ancora …
 
Caro Papa Benedetto, anche Tu ne hai pagato lo scotto altissimo! Forse, pure con il rischio di una totale confusione di ruoli, affetti e legami: è tristissimo chiamarti “Papa emerito” ed è ancora più infelice domandarsi o almeno avere semplicemente il dubbio sull’effettiva presenza di un autentico spirito collegiale accanto a Te! Dove erano tutti gli Eminenti Cardinali nell’ora del Getsemani? Forse dormivano!
Ci hai comunque insegnato, ancora una volta, da sapiente esegeta e biblista quale sei, che il sapersi tirare indietro nel momento opportuno, potrebbe essere quello il giusto e corretto atteggiamento per sperimentare che cosa significhi acquisire il senso vero della vita, di una particolare condizione di vita, e dei rapporti, che nel suo corso si intrecciano secondo un «ordine discreto» dei sentimenti del cuore, come sostiene il profano cantautore De André!
 
Eppure, caro Papa Benedetto, come ci piace immaginarti tranquillo e sereno nel riposo delle mura domestiche di Castel Gandolfo, magari mentre sorseggi una birra bavarese o suoni il tuo amato pianoforte o ti dedichi alle tue letture predilette …
 
Papa carissimo, ripuliti da ogni forma di burocratismo clericale, ci piacerebbe ancora vederti, stringerti la mano, salutarti e non pensarti nascosto agli occhi indiscreti del mondo, al di là del muro!
 
Di Te, ci rimarranno, comunque e sempre, i tuoi preziosi scritti, i sentimenti di Amore e di Amicizia che ancora nutriamo per Te: quelle sono le “perle” preziose, il vero “balsamo” dello spirito, che renderanno, per il momento e il più a lungo possibile, la tua persona viva e presente tra di noi!
Grazie Caro Padre! Ti auguriamo di essere sempre fiducioso e aperto a tutte le belle novità che ogni giorno può offrirti. Apprezza, più di ogni altro bene, la salute fisica e la tua serenità di spirito! Ti Vogliamo un Mondo di Bene!!! Grazie! Grazie! Grazie!
Ai Signori Cardinali, come li chiami Tu, auguriamo: «Buon Conclave!»
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