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Pedofilia, spretati 400 sacerdoti in due anni

Autore: Gian Guido Vecchi
Esplora il significato del termine: Il giro di vite voluto da Papa Benedetto XVI, che introdusse il reato di pedopornografia nel 2010Il giro di vite voluto da Papa Benedetto XVI, che introdusse il reato di pedopornografia nel 2010

Sono centinaia i sacerdoti pedofili spretati da Benedetto XVI nel suo pontificato. Il giro di vite voluto da Ratzinger, specie dopo le norme più severe del 2010, ha avuto come effetto dati impressionanti, dei quali si è discusso a Ginevra durante l’audizione della Santa Sede al Comitato Onu sui diritti del fanciullo. L’agenzia Associated Press parlava ieri di circa 400 casi di sacerdoti spretati tra il 2011 e il 2012. La Santa Sede, peraltro, precisano che si tratta di una elaborazione non del tutto esatta dei dati riportati nel volume delle «attività della Sede». Dai quali risulta che nel 2011 la Congregazione per la dottrina della fede sottopose al Papa la richiesta di laicizzazione «ex officio» di 125 «soggetti» e per altri 135 la richiesta di «dispensa dagli obblighi sacerdotali». Nel 2012 sono stati rispettivamente 57 e 67.

Esplora il significato del termine: In totale, quindi, risultano 182 richieste di «dismissione dallo stato clericale» e 202 «dispense». Numeri che si riferiscono «ordinariamente a casi avvenuti negli anni precedenti», chiarisce padre Lombardi. Non è che gli abusi si riferiscano a quel biennio. Si tratta piuttosto dell’effetto delle norme del 2010. L’ex Sant’Uffizio, per volontà di Ratzinger, introdusse il reato di pedopornografia, la possibilità di procedere per «via extragiudiziale» nei casi più clamorosi, il potere del Papa di spretare direttamente i colpevoli quando le prove sono schiaccianti, l’abuso su disabili psichici equiparato a quello sui minorenni. E soprattutto allungò la prescrizione da 10 a 20 anni, a partire dal diciottesimo compleanno della vittima. Il che permise di punire anche i casi più antichi. Il testo firmato da Benedetto XVI il 21 maggio 2010 segnò il punto di non ritorno della Chiesa nella lotta agli abusi.In totale, quindi, risultano 182 richieste di «dismissione dallo stato clericale» e 202 «dispense». Numeri che si riferiscono «ordinariamente a casi avvenuti negli anni precedenti», chiarisce padre Lombardi. Non è che gli abusi si riferiscano a quel biennio. Si tratta piuttosto dell’effetto delle norme del 2010. L’ex Sant’Uffizio, per volontà di Ratzinger, introdusse il reato di pedopornografia, la possibilità di procedere per «via extragiudiziale» nei casi più clamorosi, il potere del Papa di spretare direttamente i colpevoli quando le prove sono schiaccianti, l’abuso su disabili psichici equiparato a quello sui minorenni. E soprattutto allungò la prescrizione da 10 a 20 anni, a partire dal diciottesimo compleanno della vittima. Il che permise di punire anche i casi più antichi. Il testo firmato da Benedetto XVI il 21 maggio 2010 segnò il punto di non ritorno della Chiesa nella lotta agli abusi.

Notare:

°Ecco che finalmente vengono alla luce le cose belle fatte da Papa Benedetto XVI. E molte altre cose devono essere conosciute e lo saranno in futuro sicuramente di questo grande Papa°. (uno dei commenti)

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