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L'omelia di B. XVI è lieta risposta alle diocesi ribelli 'alpine' e a Newsweek

L'attacco alla Chiesa
Che l'unità e l'autorità di Santa Romana Chiesa sia sotto attacco, ormai ne sono al corrente pure i muri delle case. L'ultima manifestazione dell'ingrato tempo in cui il Vaticano è costretto a vivere è quella copertina del quotidiano liberal, "Newsweek", un anno fa sull'orlo del fallimento (avrebbero fatto meglio a lasciarlo fallire) oggi di proprietà di "Daily Beast". La copertina in questione è fatta della solita paccotiglia anti-clericale, "Follow Jesus" (manco fosse un amico su twitter), con in occhiello, "Forget the Church", dimentica la Chiesa. Anche in Italia, l'inserto stanco de "Il Corriere della Sera", Sette, apre con una variazione sullo stesso tema, con titolo di copertina "Possiamo ancora dirci cristiani?", chiaro riferimento alla nota massima del filosofo e politico liberale, Benedetto Croce, "Perché non possiamo non dirci cristiani". 
 
Degli attacchi  'settimanali disperati' , in deficit di lettori, in perdita, con carta sempre più scadente, come "Newsweek" e "Sette" è pieno il mondo, in attesa che 'Mercato Natura' faccia il suo corso. Il problema sorge invece quando il delirio mondano e anti-papale riconquista settori della Chiesa cattolica della regione alpina. Come noto alcune diocesi svizzere, austriache e bavaresi stanno facendo spirare venti di scissione sull'unità della Chiesa. Al centro le richieste di sacerdozio alle donne, del perdono del peccato di divorzio, d'accettazione dell'omosessualità in seno alla comunità dei credenti cattolici. Un chiaro sintomo di quanto il papato di Benedetto XVI mostri la stanchezza che è del corpo. Oggi è stata pubblicata l'omelia del Giovedì Santo del Papa. E' gradita risposta a coloro che credono che le pretese aperture alla modernità siano Cristo.
 
Afferma il Santo Padre, Benedetto XVI nella sua omelia: "... la disobbedienza è veramente una via? Si può percepire in questo qualcosa della conformazione a Cristo, che è il presupposto di ogni vero rinnovamento, o non piuttosto soltanto la spinta disperata a fare qualcosa, a trasformare la Chiesa secondo i nostri desideri e le nostre idee? Ma non semplifichiamo troppo il problema. Cristo non ha forse corretto le tradizioni umane che minacciavano di soffocare la parola e la volontà di Dio? Sì, lo ha fatto, per risvegliare nuovamente l’obbedienza alla vera volontà di Dio, alla sua parola sempre valida. A Lui stava a cuore proprio la vera obbedienza, contro l’arbitrio dell’uomo. E non dimentichiamo: Egli era il Figlio, con l’autorità e la responsabilità singolari di svelare l’autentica volontà di Dio, per aprire così la strada della parola di Dio verso il mondo dei gentili. E infine: Egli ha concretizzato il suo mandato con la propria obbedienza e umiltà fino alla Croce, rendendo così credibile la sua missione. Non la mia, ma la tua volontà: questa è la parola che rivela il Figlio, la sua umiltà e insieme la sua divinità, e ci indica la strada. Lasciamoci interrogare ancora una volta: non è che con tali considerazioni viene, di fatto, difeso l’immobilismo, l’irrigidimento della tradizione? No".
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