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Benedetto XVI riceve Juventutem e saluta il Popolo Summorum Pontificum

Il blog "Chiesaepostconcilio" scrive:
 
Leggo sul blog francese Notions romaines che 1° settembre, Benedetto XVI ha ricevuto Cosimo Marti, cofondatore e tesoriere della federazione internazionale Juventutem, accompagnato da Giuseppe Capoccia, delegato generale del pellegrinaggio «Populus Summorum Pontificum». 
 
Nell'immagine a lato i due rappresentanti della Federazione nel momento del controllo della gendarmeria in attesa di varcare i confini del "Recinto di Pietro".
 
La notizia era arrivata nel luglio scorso, in coincidenza col settimo anniversario del motu proprio (7 luglio 2007), tanto più inattesa, in quanto la richiesta era stata inoltrata prima delle dimissioni del Papa e dunque, oggi, la si considerava archiviata.
 
La notizia segnala due cose: il Papa emerito non si sottrae a rapporti significativi (non mancano altri eventi come, ad esempio, la recente celebrazione in occasione dell'annuale Schuelerkreis, il circolo di ex allievi di Benedetto XVI: vedi immagine).
 
Si ricorda che la federazione Juventutem festeggia i suoi 10 anni dalla fondazione e che, in occasione del pellegrinaggio, il 24 ottobre a Santa Trinità dei Pellegrini, assisterà, ad un pontificale celebrato per l'occasione dal cardinal Pell, Prefetto della Segreteria per l'economia. Fu sempre il cardinal Pell a celebrare solennemente proprio per Juventutem, in occasione della GMG di Colonia/2005, che segnò la prima partecipazione ufficiale ad un evento pubblico ecclesiale di cattolici legati alla Messa tradizionale. Si trattava anche delle prime GMG del Pontificato di Benedetto XVI, che nell'occasione accordò la sua benedizione a Juventutem. Si ricordano anche le migliaia di giovani della federazione presenti a quell'evento, ai quali certamente pensava il Papa - insieme a tutti gli altri amanti della Tradizione - nella Lettera ai vescovi che accompagna il motu proprio Summorum Pontificum [qui], quando afferma:
 
« Subito dopo il Concilio Vaticano II si poteva supporre che la richiesta dell’uso del Messale del 1962 si limitasse alla generazione più anziana che era cresciuta con esso, ma nel frattempo è emerso chiaramente che anche giovani persone scoprono questa forma liturgica, si sentono attirate da essa e vi trovano una forma, particolarmente appropriata per loro, di incontro con il Mistero della Santissima Eucaristia. Così è sorto un bisogno di un regolamento giuridico più chiaro che, al tempo del Motu Proprio del 1988, non era prevedibile; queste Norme intendono anche liberare i Vescovi dal dover sempre di nuovo valutare come sia da rispondere alle diverse situazioni».
 
Gli emozionati delegati hanno testimoniato a Benedetto XVI tutta la riconoscenza dei giovani del Coetus Summorum Pontificum, affidando il resto alla Provvidenza e alla mani del Papa emerito.
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