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Le insidie che incontra la Fede

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Intervista in esclusiva al Cardinale Ratzinger. Augusto Cinelli, La Provincia" e "Avvenire Lazio/Sette", 2004

 Card. Ratzinger: "Quanto siamo più vicini a Cristo, quanto più siamo vicini all'amore di Dio e capaci di essere pacificatori nella Terra" (2004)

In esclusiva per il quotidiano "La Provincia" e per "Avvenire Lazio/Sette" corrispondente Augusto Cinelli, il Cardinale Joseph Ratzinger ha risposto ad alcune nostre domande, durante la sua breve visita, pomeriggio di sabato 17 aprile, nella terra del Dottore Angelico, in occasione della discesa del Simulacro della Madonna del Suffragio. Mi corre l'obbligo ringraziare di cuore l'arciprete della parrocchia "Maria SS.ma della Valle" don Gianni Bekiaris ed il vescovo diocesano Salvatore Boccaccio

Ricordiamo che il neo eletto Papa Benedetto XVI all'epoca (17/04/2004) era l'Eminente Reverendissimo Cardinale Joseph Ratzinger, decano del Collegio Cardinalizio, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, Presidente della Pontificia Commissione Biblica e della Pontificia Commissione Teologica Internazionale.

D: Eminenza, quali sono, secondo Lei, le insidie che incontra la Fede, in particolar modo per i giovani?

R: "L'insidia primaria è il materialismo. Si vive di apparenze, Dio appare così lontano, si sente che la scienza non potrebbe trovare Dio, forte è l'agnosticismo. Una vita di cose materiali, secondo i modelli presentati dalla televisione. Più profondamente, direi una delle insidie per la Fede è il relativismo. Pensare che tutte le religioni sono uguali, noi cristiani ne abbiamo una, gli altri hanno la propria. Così si perde il senso della Verità, non bisogna considerare tutto come una tradizione. Superficialità nel modo di vivere, e più profondamente pensare che la Verità non la possiamo vedere, son tutte tradizioni e qualche volta può anche esser bello avere delle tradizioni, ma non può essere determinante per la mia vita."

D: In questi momenti così tristi, per le vicende internazionali, il Santo Padre nel messaggio "Urbi et Orbi" pasquale ha invitato le religioni ad essere unite contro il terrorismo. Lei Eminenza come vede questo dialogo interreligioso ed in particolare con l'Islam?

R: "La nostra posizione è contro il relativismo, come se tutto fosse uguale. Dall'altra parte implica il rispetto per l'altro e il comune impegno per la pace. Questo è importante, Dio non può dividere. Dio non può leggittimare l'opposizione e l'odio. Dio è il Creatore di tutti e seppur con le differenze delle religioni, tutti dobbiamo rispettare Dio, nel senso di comune impegno e responsabilità per la dignità umana, per il rispetto della vita, e per l'impegno contro la violenza e l'odio. Il dialogo interreligioso ha soprattutto questo scopo: favorire il rispetto reciproco, una maggiore conoscenza di Dio per capire. Il Dio vero non può essere la realtà che ci separa. Il Dio vero non può essere promotore di odio, il Dio vero deve essere di pace. Siamo nella strada verso Dio soltanto se ci impegniamo per la pace, per il rispetto reciproco."

D: Eminenza, Lei conosce da vicino il Santo Padre. Cosa ha donato al mondo questo lungo pontificato?

R: "Ha donato il senso di Dio. Dio è vicino e vincente. Non posso dimenticare mai il primo suo discorso in piazza S. Pietro. "Aprite le porte a Cristo, non abbiate paura del Signore. Cristo non toglie niente, Cristo è pienezza della vita". Ma il Santo Padre ha donato al mondo anche la speranza a tutti che la vita non è vuota, impegnarsi per i valori grandi dell'umanità, una cosa non solo necessaria, ma da pienezza alla nostra vita. L'apertura a Dio, questa sua vicinanza al Signore lo ha aiutato a cercare la pace. Certo questa situazione terribile nel mondo, lascia molto perplessi, ma ci sono venti di pace, hanno sempre avuto un grande approccio nel messaggio del Santo Padre. E' importante sapere che egli è un uomo di profonda fede, un uomo di preghiera, chi ha partecipato alle sue Sante Messe, ha visto come egli è immerso in Dio. Un uomo che conosce Cristo di vicino, di prima mano, ama moltissimo la Madre del Signore, e cosi vede la tenerezza di Dio negli occhi della Madre. Un uomo fedelissimo ai Sacramenti, ai grandi doni della nostra Fede. Con questa profonda fedeltà, è così aperto, perchè chi è vicino a Gesù non è contrario agli altri, ma trova l'apertura con tutti e l'amore."

D: Eminenza, nei suoi ultimi testi, ed in particolare "In cammino verso Gesù Cristo", non era da dare per scontato la centralità di Cristo nella Fede, anzì Lei invita tutti a riscoprire Gesù Cristo.

R: "Penso che è importante ritrovare la centralità di Cristo. Quanto siamo più vicini a Cristo, quanto più siamo vicini all'amore di Dio e capaci di essere pacificatori nella Terra. Questa fobia di Cristo che esiste un pò perchè così si pensa di poterci separarci dai musulmani, dai budisti e dagli altri, è un grande errore. Perdere il centro della nostra Fede, perdere questa faccia di Dio nel cuore trafitto di Cristo ci allontana da Dio, ci allontana dai fondamenti della nostra Speranza e non ci aiuta nell'impegno per l'umanità e la pacificazione."

D: Eminenza, quale è il ruolo di Maria nella fede dei cristiani oggi?

R: "Si adesso che anche i nostri fratelli protestanti nel mondo hanno riscoperto il ruolo e l'importanza della donna, sarebbe veramente una lacuna incomprensibile se nella fede cristiana la donna non avesse un posto molto importante nella società. La realtà è che Dio ha scelto una Donna per farsi Uomo, una donna come la sua dimora vivente, come il suo tempio vivente, come l'espressione della sua tenerezza. Maria sta nel cuore della nostra fede. Possiamo così rispondere anche ai femminismi sbagliati soltanto se vediamo la vera figura della donna nella sua grande altezza, nella sua vicinanza a noi tutti. In questo tempo di violenza, materialismo, tecnocrazia, è in pericolo perdere il cuore. Tecnocrazia è un mascolismo triste, in questo contesto è molto importante vedere la figura di Maria, come Madre di Dio, Madre del Signore, che è totalmente Uomo, ma Maria è anche portatrice della presenza di Dio nel Mondo. In quest'ora mariana, ne abbiamo tanto bisogno."

Il commento a margine dell'elezione del nuovo pontefice del primo cittadino monticiano Antonio Cinelli. "Siamo onorati di aver avuto come ospite nella nostra città il 264° successore di Pietro Papa Benedetto XVI, all'epoca il cardinale Joseph Ratzinger appena un anno fa (17/04/2004), in occasione della discesa del Simulacro della Madonna del Suffragio.

A Lui consegnai le Chiavi della Città. L'auspicio, o meglio il sogno che torni a Monte San Giovanni Campano. A volte i sogni si realizzano." In occasione della visita l'allora Cardinale Ratzinger volle raccogliersi in preghiera nella cappella privata di San Tommaso d'Aquino. La cappella ove il Dottore Angelico venne tenuto segregato per due anni all'età di 18 anni, dalla sua potente famiglia per impedirgli di prendere i voti di domenicano. Oggi il Castello Ducale, all'interno si trova la cappella privata, è di proprietà della famiglia Mastrantoni, che ha donato al futuro Papa Benedetto XVI, una Croce cardinalizia.


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